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28/02/2026

DALL'UGANDA AL KENYA, IL RACCONTO DI ALESSIA OSTORERO, VOLONTARIA PER AFRON



Ho deciso di partire all’ultimo momento, combattuta tra famiglia, lavoro e missione, ma il desiderio di ripetere la bellissima esperienza fatta in Uganda 6 anni prima ha prevalso sui miei doveri personali! 

 
Sono partita con la curiosità di scoprire la realtà Kenyana, dove AFRON sta avviando dei progetti interessanti sempre volti alla prevenzione e alla cura dei tumori nei bambini e nelle donne,  contribuendo a regalare loro un futuro ...
 
Appena arrivati a Nairobi, troviamo ad attenderci all’aeroporto Emmanuel che ci conduce nella Family Home gestita da  HOPE FOR CANCER KIDS (HCK), organizzazione locale, partner di AFRON, impegnata nella lotta al cancro.
 
La struttura è molto carina, con un bel giardino ed una cucina spaziosa dove gli operatori della Family Home stanno preparando i pasti per i bimbi ospiti nella casa. Sydney, il referente di HCK, ci fa subito fare un giro della Family Home che accoglie i piccoli pazienti oncologici in cura presso il KNH provenienti dai villaggi lontani.
 
Tempo mezz’ora ed i bambini, finito il pranzo, ci raggiungono in giardino accompagnati dai loro genitori. Insieme alle altre volontarie, allestiamo un bel tavolo con album da disegno, colori, puzzle ed invitiamo i bambini a giocare. La bellezza di questi cuccioli, quegli occhi meravigliosi, così intensi, nonostante la sofferenza,  mi colpiscono sempre. 
 
Mentre i bambini disegnano, alcuni genitori ci raccontano della malattia dei loro figli, del calvario che stanno vivendo, di come il male ha stravolto la vita di tutta la famiglia e degli altri figli, ma nonostante tutto, nelle loro parole non si percepisce rassegnazione ma la volontà e la forza di combattere e la speranza di uscire dalla tragedia che li ha colpiti. 
 
Ad un certo punto mi si avvicina una mamma e mi mostra una foto dal suo cellulare. E’ il suo bambino, magrissimo, smunto, rannicchiato, pelato … mi viene da piangere. Ma subito mi dice con gioia che il figlio, dopo due anni di chemioterapia, è guarito dal cancro, deve fare le ultime due sedute di radioterapia ma l’incubo è finito … e poi mi indica il suo campione, un bambino florido e allegro! Mi è scoppiato il cuore di gioia. 
 
Ecco, devo dire che in Kenya, ho amato questa voglia delle persone di condividere le loro esperienze, la loro gratitudine nei  confronti di noi italiani che veniamo da lontano per occuparci di loro! 
 
E per concludere in bellezza la giornata, veniamo trascinate in un karaoke sulle note di “Ti Amo” di Tozzi e di “10 ragazze per me” di Battisti e poi foto di gruppo a go-go: ci si litigavano per essere immortalati con noi volontari! Che tenerezza! 
 
Il giorno successivo partecipiamo ad una serie di incontri più istituzionali dove Titti ed Alessio, il Program Manager di AFRON, condividono alle autorità e alle organizzazioni locali quanto AFRON ha realizzato in Uganda, dichiarando con orgoglio di voler portare il loro modello di intervento anche in Kenya che affronta ancora tante sfide nell’accesso alle cure oncologiche.
 
C’è grande interesse da parte dei presenti ai progetti presentati da Titti e questa partecipazione mi riempie di orgoglio per Titti e per AFRON e lo interpreto come un riconoscimento per quanto di buono e di importante stanno iniziando a fare anche in questo paese.
 
Il pomeriggio andiamo invece in un capannone diroccato nella slum di Nairobi dove un gruppo di donne e’ radunato per ascoltare una sopravvissuta al cancro che parla dell’importanza della prevenzione e le invita a farsi visitare ai primi sintomi, superando gli stigmi e le paure che molto spesso frenano le persone dal farsi curare.
Anche Titti interviene insistendo su quanto sia fondamentale una diagnosi precoce per vincere sul cancro! 
 
Ed infine arriviamo all’ultimo giorno dove, in occasione dell’International Childhood Cancer Day, viene organizzata una festa presso il Kenyatta National Hospital.
Dopo aver indossato le magliette con Winnie The-Pooh realizzate per celebrare la giornata, partiamo per la Cancer Awareness Walk per le strade di Nairobi. Tra un coro e l’altro, il gruppo italiano interpreta a squarciagola Volare nel delirio festoso collettivo. 
 
Torniamo poi al KNH dove ci sono i discorsi ufficiali da parte di Titti e delle autorità presenti per richiamare nuovamente l’attenzione sull’importanza della ricerca, della diagnosi precoce e dell’accesso alle cure per tutti i bambini e per rinnovare l’impegno della comunità nella lotta contro il cancro infantile.
 
Nel frattempo noi volontari portiamo le nostre valigione piene di giocattoli in una saletta del reparto di oncologia pediatrica ed iniziamo a dividere i giochi per sesso e per età! Il programma iniziale prevedeva l’organizzazione di una festa per tutti i bambini presso l’ampio atrio del reparto ma, viste le condizioni di debolezza di alcuni di loro, i medici ci invitano a distribuire i doni direttamente nelle stanze. 
Insieme ai volontari di HCK, abbiamo quindi consegnato le t-shirt con Winnie the Pooh, le bambole, i giochi e i kit igienico-sanitari.
 
Gli occhi rapiti di quei bambini, la loro gioia, la felicità delle bambine che stringevano al petto la bambola ricevuta, la loro sorpresa di immaginare che qualcuno, di un altro colore e di un paese lontano, abbia avuto un’attenzione proprio per loro, sono stati un’emozione unica; in quel momento ho capito che erano loro ad arricchire me, a riempire il mio cuore di tanto amore. La speranza di aver potuto distrarre quei bimbi dalle loro sofferenze, anche se solo per pochi minuti, sono stati il regalo più grande che mi potessi fare. 
 
Ecco, io non dimenticherò mai quegli occhi, quei sorrisi, quella dolcezza, quell’emozione che ormai è difficile trovare nei nostri figli. Ho amato tantissimo ogni istante di questa avventura, sono stati dei momenti unici, che rimarranno sempre nel mio cuore.
 
Mi è rimasta la voglia di fare e di dare di più e mi sento vicina a Titti più di prima perché ho capito ancora una volta la meraviglia e l’importanza del suo progetto di amore.
 
Grazie AFRON!
 

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